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Stampa tampografica

La stampa tampografica è conosciuta per essere la tecnica più adatta ed a volte l’unica, a stampare su superfici ed oggetti non piani, ma altrettanto bene stampa su superfici piane. Viene apprezzata dove è richiesta la stampa multicolore in un solo ciclo, dove è necessaria una rapidità di essiccazione (su linee automatiche) e dove è ricercata la più alta qualità di stampa, soprattutto su tratti sottili difficilmente raggiunti con la stampa serigrafica.

Storia

La tampografia potrebbe essere interpretata come un’evoluzione industriale del tradizionale ed antichissimo timbro di gomma. Sembra che la nascita della tampografia sia da collocare nell’800 e sia da attribuire all’esigenza di alcuni orologiai svizzeri, che avevano la necessità di stampare con elevata precisione sui quadranti degli orologi.
Il metodo di stampa a tampone fu inizialmente limitato all’Europa, fino ai primi anni settanta, periodo in cui alcuni costruttori cominciarono ad esportare in tutto il mondo i loro prodotti. La tampografia si è sviluppata a livello industriale solo negli ultimi trent’anni anche grazie all’introduzione dei tamponi in gomma siliconica, facilmente deformabili e inchiostro-repellenti e agli inchiostri a solvente, che per la rapidità di essiccazione permisero la stampa industriale colore su colore.
Oltre 200 anni fa. Le origini della stampa a tampone possono essere rintracciate oltre 200 anni fa quando il primo sistema di trasferimento manuale offset fu realizzato utilizzando un materiale gelatinoso anziché la gomma per trasferire l’immagine: i primi cliché per questo sistema di stampa venivano realizzati in rame e incisi a mano.

Prima del 1956. La prima applicazione di un sistema di stampa tampografica primitivamente meccanizzato fu impiegato molto dopo in Svizzera per stampare i quadranti degli orologi.

1965 – I primi tampografi moderni. In Germania il giovane Wilfried Philipp dopo numerosi tentativi realizza il primo prototipo ufficiale di una macchina tampografica moderna per stampare mediante tamponi di gelatina sui quadranti degli orologi.

1968 – Introduzione di tamponi in silicone vulcanizzato a freddo e inchiostri a solvente. Invenzione e sperimentazione erano parte integrante della vita del sig. Philipp e la sua azienda e furono loro ad inventare le macchine tampografiche. Ma l’idea che cambiò la vita di Philipp, della sua azienda “Tampoprint” e la storia della tampografia arrivò nel 1968 e fu l’impiego, da parte di Tampoprint, della gomma siliconica e degli inchiostri a solvente. Questi ultimi resero possibile la stampa “bagnato su bagnato” e quindi la stampa multicolore.

1970-1971 – Diffusione mondiale Presentazione mondiale delle nuove tecniche alla fiera internazionale di Hannover. Nel 1971 la prima macchina da stampa tampografica elettromeccanica brevettata, la TS100, viene presentata alla più grande fiera mondiale della plastica (il K71 di Dusseldorf in Germania). La macchina fu un successo e 100 di esse vennero vendute ai fabbricanti svizzeri di orologi.

1990-1995 – Automazione introdotta nella tampografia. Vengono introdotte automazioni speciali per stampare su sfere, siringhe, cassette ecc.
Inizialmente esistevano lastre di rame su cui venivano incise immagini, con un metodo molto simile al processo della fotoincisione. Nel corso dei secoli sono cambiati materiali e metodi, ma il principio cardine è sempre lo stesso: su una lastra (cliché) vengono incise delle cavità con la forma da stampare, le quali vengono poi riempite con l’inchiostro; quindi viene pressato su queste cavità inchiostrate uno stampo di gomma siliconica (il tampone) che “preleva” il colore dalle parti incise; a questo punto il tampone viene pressato sull’oggetto da stampare e vi trasferisce l’inchiostro. Per chiarezza si può suddividere in una serie di fasi:
Su un cliché (metallico o polimerico) viene incisa un’immagine, ed il cliché viene montato sulla macchina tampografica. La superficie del cliché viene inchiostrata e poi ripulita.Un tampone (oggi in gomma siliconica) viene premuto contro il cliché e “raccoglie” l’inchiostro “sagomato”.Il tampone viene spostato sull’oggetto da stampare e viene premuto contro di esso fino ad adattarsi alla superficie.Il tampone viene rimosso dall’oggetto rilasciando l’inchiostro sulla superficie di esso.

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